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Venerdì 15 febbraio, ore 21.15
Teatro della Regina
IL PICCOLO PRINCIPE
Catherine Spaak, Massimo Mercelli, Corrado De Bernart


di Antoine De Saint-Exupery
musiche di Luis Bacalov, Philip Glass, Michael Nyman, Erik Satie
voce recitante Catherine Spaak
flauto Massimo Mercelli
pianoforte Corrado De Bernart
produzione Emilia Romagna Festival


Un libro per i ragazzi. Un libro per gli adulti perché non dimentichino mai di essere stati bambini: Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry ha attraversato culture e generazioni e rivive in forma di poema musicale.

Affidato alla voce di Catherine Spaak, Il Piccolo Principe è tradotto in musica da compositori contemporanei fra i più noti e amati, con le partiture di Bacalov, Glass, Nyman e alcuni celebberime composizioni di Satie.

Antoine de Saint-Exupéry, scomparso nel 1944 sul suo aeroplano da guerra nel mezzo del mediterraneo, seppe affrontare uno dei periodi più bui della storia europea, riducendo alla più pura gemma letteraria un’umanità travolta dal conflitto, vicina a smarrire se stessa di fronte al baratro della guerra. Le Petit Prince, pubblicato la prima volta nel 1943, tradotto in più di centottanta lingue, stampato in oltre cinquanta milioni di copie in tutto il mondo, riparte dalle origini, dall’infanzia, da quel seme sepolto sotto la cenere dei bombardamenti e della violenza. È un racconto senza tempo e senza età per tutti coloro che credono nei rapporti semplici e veri, capaci di ingenuità, di lasciarsi sorprendere dalle piccole cose e di abbandonarsi alla fantasia. Così si accosta la musica segue e sottolinea l’incontro nel deserto fra l’aviatore e il bambino, principe di un asteroide lontano, o ritrae in musica una rosa dispettosa, unica compagna ad attendere il principe fra gli astri, e i pianeti che costellano il viaggio lungo un anno, in cui il Piccolo Principe incontrerà personaggi che riassumono i vizi e le debolezze dell’intera umanità.

La voce di Catherine Spaak legge il romanzo come una fiaba della sera, seguendo le piccole orme del Principe sui pentagrammi per flauto e pianoforte. Un viaggio fra le stelle di un universo visto attraverso gli occhi di un bambino, ma nello stesso tempo un racconto che allude con profondità e saggezza a universi perduti, all’incapacità degli adulti di confidare nei sensi, nei sentimenti, nell’intuizione. Una fiaba sul potere dell’immaginazione, e sullo smarrimento dell’età adulta nell’affrontare il mistero della vita.

Come una fiaba della sera, un concerto da seguire fra il sogno e la realtà, cercando, ad occhi socchiusi, di ascoltare: “Questo è il mio segreto. È veramente semplice. Si vede bene solo con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.”